L’importanza di fare una lista (e ignorarla fino al momento giusto)

Adoro fare liste. Ne ho una per qualunque cosa: una lista le spese fatte (la più dolorosa eh eh eh), i viaggi che vorrei fare (la più lunga), i ristorantini da provare (quella che apro a stipendio appena arrivato), i libri che vorrei leggere (quella che aggiorno di più), i film che non posso assolutamente perdere (quella che aggiorno di meno), i cibi che in casa iniziano a scarseggiare (anche se, da quando faccio parte di un Gruppo di Acquisto Solidale è la lista che uso di meno), le cose burocratiche della vita adulta che non posso più ignorare (sapete 730, bollette, la posta certificata, pagare la TARI, l’abbonamento a Netflix, quelle cose là) e poi quella che tengo sempre aperta sulla scrivania di fianco al computer e per cui ho addirittura comprato un quaderno, per tenerla al posto d’onore. È la lista mensile delle cose da fare.

Riprendere in mano questo blog è sulla Lista Mensile Delle Cose Da Fare da quasi tre anni. E di mese in mese  ho riscritto “scrivere sul blog” accanto al suo bel quadratino per circa 30 volte

Alle mie liste do sempre un titolo, quella che ho finito di compilare ieri e che riguarda il mese di maggio si chiama “Maggio, su coraggio!” perchè ho veramente parecchie cose da fare. Ho letto che fare liste è una sorta di potere femminile. Risponderebbe al bisogno di concretizzare le idee e gli obiettivi in modo tale da renderli disponibili ordinatamente. Avete presente quando le vostre mamme da piccoli vi dicevano “Piano, piano, una per volta” quando tentavate di ficcarvi in bocca diciotto ciliegie contemporaneamente? Ecco, fare liste funziona un po’ così: il nostro cervello ha imparato che mettere in fila i  pensieri, le cose da fare, e affrontarle una alla volta, aumenta le probabilità di realizzarle, senza ingozzarsi. Inoltre, la sensazione di benessere che proviamo quando abbiamo finalmente completato la lista che abbiamo di fronte contribuirebbe a innalzare i nostri livelli di autostima.

importanza lista cose da fare

E allora perchè ci trasciniamo dietro cose per anni, come ho fatto io? Perchè il nostro cervello è strano. A volte ha bisogno di quelli che vengono chiamati stimoli inversi per funzionare. E quindi a volte è più utile fare una lista delle cose da non fare, invece di quelle da fare, per far emergere davvero quello di cui abbiamo bisogno. Ieri sera ho visto un amico che non vedevo da tempo: si è trasferito in un altro stato e ha cambiato completamente la sua vita. A un certo punto ho capito che l’unica domanda che potevo fargli che avesse un senso era: stai bene in questa nuova vita? Ho saltato tutti gli aspetti che potrebbero rendere triste o felice una persona. Sono andata al succo, non gli ho fatto la lista di domande che avrei voluto. Scartando tutte le domande da non fare, ho fatto l’unica che avesse senso in quel momento chiedere al mio amico: sei felice?

Ho capito che più importante che fare una lista di cose da fare è ignorarla fino al momento giusto

Perchè mi sono svegliata adesso a riprendere in mano questo blog dopo il primo articolo scritto due anni e mezzo fa? Credo fosse il momento giusto. Ho riscritto “riprendere a scrivere sul blog” sulla mia Lista Delle Cose Da Fare di Maggio per la 31esima volta e mi son detta: oggi lo faccio.

importanza lista cose da fare

E visto che ha funzionato ecco la mia lista di consigli per fare una buona lista da ignorare fino al momento giusto:

  1. Scegli un periodo di tempo limitato entro cui completare la lista: anche le ciliegie prima o poi finiscono
  2. Suddividi ogni punto in punti più piccoli: anche l’impresa più titanica ti sembrerà più facile se la affronti passo passo, un aspetto per volta. E vedere la serie di ✔️vicino ad ogni punto ti aiuterà a gestire l’ansia e ad arrivare fino in fondo
  3. Usa i colori! Quante cose nella nostra vita sono associate ai colori: verde sì, rosso no, giallo attenzione. Utilizza i colori nelle tue liste per evidenziare priorità e cose più importanti
  4. Fai leva sul senso di colpa: c’era una canzone una volta che diceva “mi sento vittima e carceriere”. Tolto il dramma, è abbastanza vero: il giudice più severo di noi stessi siamo noi. Basta saperlo e sfruttare la nostra capacità di autogiudicarci per spronarci a fare meglio.
  5. Ignorala fino al momento giusto: anche le ciliegie hanno bisogno di maturare per diventare più buone. Lasciati del tempo per riflettere e fai altro se senti che non è il momento giusto: quando arriverà lo sentirai e potrai mettere l’agognato ✔️