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Cosa ho imparato oggi grazie a una forchetta

Oggi ho iniziato la pausa pranzo alla fermata del tram 3. Esausta dai tremila giri della mattina (oggi shooting day, che la Fashion Week ci ha contagiato un po’ tutti), mi siedo e inizio a pregustare mentalmente la pasta al tonno che Boris ha preparato per me ieri sera.

Sono arrivata ad immaginare la scarpetta, più o meno, quando mi rendo conto che con me non ho posate, manco una bacchetta cinese dimenticata sul fondo dello zaino (devo averla tolta prima di partire per la Lituania perché ero certa fosse lì, tra post it accartocciati e briciole di cracker). Come fare?? Ormai erano le 14:00 e avevo una fame così.

Ho quindi attivato il mio piccolo circolo della creatività per risolvere il problema

Ho conosciuto questo tipo di super capacità in Croazia nel 2015 durante un progetto europeo cui ho partecipato insieme a Ilaria. In quell’occasione abbiamo imparato a usare il circolo della creatività come strumento per la soluzione di problemi complessi. In realtà più che uno strumento per risolverli, funziona più come strumento per dirsi che prima o poi li risolverai, ma comunque. Il circolo della creatività descrive le fasi del processo creativo: blame, frustration, aha moment, imagination and action. E poichè stiamo parlando di un cerchio, dopo l’azione si ricomincia da capo.

La forchetta

Come ho attivato il circolo della creatività alla fermata del tram?

Mi stavo lamentando mentalmente (blame). Ero già arrivata a rassegnarmi al fatto che non avrei potuto mangiare la mia pasta al tonno seduta sulla fontana di fronte allo Sforzesco, ma sarei dovuta arrivare fino in ufficio (frustration). Quando, improvvisamente, mi accorgo che vicino alla fermata c’è un ristorante. È così mi sono chiesta: sta a vedere che se glielo chiedo gentilmente mi regalano una forchetta?? (aha moment) Decido allora di entrare e chiedere della forchetta con tutta la gentilezza di cui sono capace. Questo perchè so che si aspetteranno che io sia lì per mangiare, quindi la mia richiesta dovrà superare ben tre ostacoli: la naturale diffidenza del milanese medio soprattutto nel business; la richiesta di regalare un bene di proprietà; e l’aspettativa delusa che io non sono una potenziale cliente (imagination). Entro, sfodero il mio sorriso migliore e chiedo: “Mi regalerebbe per favore una forchetta di plastica?” (Action). Il cameriere allora mi risponde:”Di plastica no, ma normale certo“. E mi mette tra le mani una forchetta vera.

Il ristorante Bell’Aria, via Meda 43

Che cosa volevo dire con questa storia?

Che la creatività è una capacità che, se indirizzata un pochino, diventa una risorsa importante. Ci hanno insegnato che la creatività ha a che fare con l’arte, ma secondo me ha che fare con la vita (ci siamo arrivati insieme al BORA qualche anno fa).Per cui, quando ve lo chiedono, se rispondete “NO, io non sono una persona creativa”, sappiate che non è vero.

Che la gentilezza può ancora aprire molte porte. Mi piace pensare che senza il mio sorriso e il mio “per favore”, il cameriere non mi avrebbe aiutato. Ho deciso di premiarlo: settimana prossima tornerò in quel ristorante e gliela restituirò con un bel fiocco e un bigliettino (stay tuned!).

Che Boris fa una pasta al tonno veramente notevole, dovreste provarla.

La pasta al tonno di Boris, lo Sforzesco, il mio naso, l’estate indiana e io