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Friburgo è una buona idea

Sono andata a Friburgo per prendere una pausa. Cercavo un luogo dove rallentare e ad attrarmi sono state le sue viuzze acciottolate, i canali che scorrono limpidi lungo le strade e gli alberi della Foresta Nera che si intravedono tra i tetti delle case della piazza rotonda della cattedrale. Il fatto poi che una delle specialità è una torta al cioccolato ha fatto il resto.

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Le torte altre 10 cm da Gmeiner

Sono partita da sola dopo il lavoro. Il fatto che Milano non fosse collegata a Friburgo via aereo aveva incrinato la mia motivazione, all’inizio. Non sopporto viaggiare in pullman e poichè avevo pochi giorni a disposizione non volevo giocarmeli in un viaggio troppo lungo. Avrei preferito il treno, ma ho scoperto che le connessioni erano pessime. E così ho provato Flixbus per la prima volta: un viaggio di sei ore, mi sono detta, poteva essere un buon test.

Sono arrivata a Friburgo in tempo per arrivare all’Airbnb che avevo prenotato. Non avendo idea di come fosse la città, e immaginando che la zona vicino alla stazione non fosse il massimo per una donna da sola a mezzanotte, ho deciso di prendere un taxi. Tra tutte le belle idee che mi sono venute in questa piccola parentesi tedesca, questa è stata in assoluto la più inutile: avrei potuto tranquillamente risparmiare i dodici euro che ho dato alla taxista che mi ha trasportato. Friburgo mi è sembrata una città molto tranquilla e, infatti, nei giorni successivi ho sempre fatto a piedi i due kilometri tra il centro e Egertenstrasse, dove alloggiavo. Puoi informarti di tutto prima di arrivare in un luogo, ma la sicurezza è solo una percezione del momento ed è molto soggettiva. Ricordo che una volta in Francia per scegliere se tornare a casa passando per un parco la sera io e Amalija avemmo un piccolo battibecco: io le dissi che mi sembrava la cosa meno sicura, per lei invece era perfettamente normale.

Quello che a Friburgo non è assolutamente normale è il fatto che mentre passeggi potresti finire con i piedi a mollo perchè sei finita dentro uno dei bachle, i canaletti di acqua limpidissima che scorrono per tutto il centro città e che sono stati inventati per gestire le acque reflue. Una credenza piuttosto diffusa in città è che se ci finisci dentro poi ritornerai sicuramente (credenza che fa presto a trasformarsi nella sua versione più romantica per cui tornerai in città perchè sposerai un abitante di Friburgo).

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Uno dei bachle più grandi con una testa di coccodrillo

Lo stretto rapporto tra la città e la natura è evidente a ogni passo. Tanto che non c’è da stupirsi se Friburgo è denominata tra le città più green d’Europa. Le strade del centro storico sono decorate da antiche piante di glicine: io le ho viste nel periodo invernale e posso solo immaginare il profumo e la bellezza che devono emanare quando carichi di fiori viola spargono profumo nelle sere di primavera inoltrata. I parchi nel centro città sono diversi e ospitano spesso i mercati agricoli di quartiere. Gli abitanti di Friburgo amano andare in bicicletta, quasi che sembri di stare a Copenhagen o ad Amsterdam, e ogni edificio o stazione è dotato del suo silos o parcheggio apposito; anche le strade meno trafficate sono dotate di una piccola porzione dedicata al passaggio delle bici. La vicinanza di Friburgo cn la Foresta Nera regala simpatiche visioni di ciclisti in calzoncini che portano sci di fondo legati alla canna della bicicletta a scatto fisso o genitori che trasportano figlioletti infagottati in coloratissime tute da sci.

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Il mercato della piazza centrale di Friburgo

La Foresta Nera costituisce la vera particolarità di questa città del sud della Germania. La collina che si erge dietro la cattedrale è un vero e proprio accesso a questo luogo incantato che sembra la foresta delle Cronache di Narnia. Ed è stato qui che, nei pressi di una grotta sacra alla popolazione locale sin dal primo medioevo attorno alla quale è stato costruito un santuario, su un prato scaldato dal sole del mezzogiorno al lato di un sentiero, ho incontrato Leonie, la mia stessa età, la stessa passione per le camminate e per i viaggi in solitaria.

Da Leonie ho imparato che: essere una donna di 28 anni in Germania è molto più conveniente di essere una donna della stessa età in Italia, in termini di riconoscimento e di carriera

Ho imparato anche che, nonostante le provenienze geografiche e le difficoltà legate al tempo e alla società in cui siamo inserite, abbiamo nelle nostre mani la capacità, e la responsabilità, di fare di tutto per cambiare una situazione che non ci fa stare bene; che le partite di calcio senza telecronaca sono anche piacevoli; che la flammkuchen con la birra è una merenda favolosa; che se le persone ci trattano male possiamo mandarle a cagare senza sentirci troppo in colpa e che è possibile chiamarsi amiche dopo anche solo due ore passate insieme.

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Oltre alla flammkuchen la merenda/pranzo/colazione/spuntino preferito degli abitanti di Friburgo è la “lange rote” con la cipolla

Ed eccoci alla parte più cicciona del post!

Cosa fare a Friburgo, cosa mangiare e dove andare a mangiarlo!

La torta al cioccolato più buona l’ho mangiata da Gmeiner, alla fine di Gerberau, l’antica via dei conciatori. Contrariamente alle mie aspettative, la Schwarzwälder Torte mi ha abbastanza deluso se comparata alla Victoria: due strati di mousse al cioccolato con topping di lamponi, accompagnata da un te nero speziato è stata la compagnia migliore che potessi avere (dopo la mia nuova amica Leonie, ovviamente!).

Non potrebbe essere un viaggio in Germania senza wusterone! La Lange Rote, ovvero “la lunga rossa”, è lo street food tipico di Friburgo. Servita nel pane croccante con cipolla e curry ketchup, ha un odore caratteristico che ho imparato ad associare a Friburgo (o forse era colpa della cipolla che mi si era infilata nella sciarpa e che mi sono portata dietro fino a sera, non lo saprò mai!).

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La Lange Rote, che letteralmente significa “la lunga rossa”

Il mio posto preferito, dove mi sono fermata di continuo e in cui ho scattato un sacco di foto, è il mercato della Piazza della Cattedrale. Ogni mattina produttori locali di frutta, oggetti in legno, bellissimi fiori, succo di mela, formaggi, carni, erbe aromatiche e biscotti da tè si danno appuntamento sui ciottoli della piazza e vendono le loro merci ai cittadini, agli studenti e ai turisti sotto i rintocchi del campanile.

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I fiori del mercato

Un altro posto magico è il Barleben, negozio che vende marionette di stoffa realizzate a mano e dove la commessa, che sono sicura sa fare tutti gli accenti e le voci del mondo, li indossa ed è capace di creare mondi e storie con chiunque passi di lì a dare un’occhiata.

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Il negozio da fuori

Un’ultima menzione particolare la merita in assoluto la torta Stefans: una cheescake cosi buona e leggera che mia nonna, a cui ne ho portata una in versione minion, ha fatto addiritura il tris!

Andare a Firburgo è stata una buona idea perché mi ha permesso di vivere a rallentatore nella mia domenica ideale per tre giorni

Non essendo cascata in nessun bachle non posso dire che ci tornerò di sicuro, ma credo che cercherò di portare un po’ di quella spensieratezza e di odore di cipolla fritta nella mia vita quotidiana.