dito cattelan milano sinoinfatti

Watch Out!

Se in questo preciso istante guardo la mia mano sinistra, la prima cosa che noto è il livido che dal centro si allarga fino alla nocca del medio. Ha le dimensioni di una ciliegia, al centro la pelle si è quasi strappata e lascia intravedere i capillari rotti per l’urto. Questa mattina, quando quel signore, distinto e vestito tanto per bene, ha scambiato la mia mano per un punchingball e la ghiera del suo orologio di metallo si è abbattuta sulla mia mano, vi assicuro che faceva un male cane.

Ricevere una rolexata non è una cosa che capita tutti giorni

Camminavo per andare al lavoro facendo una strada diversa dal solito – ahimè dopo una vita a Milano riesco ancora a prendere la metro per Rho Fiera al posto di quella per Bisceglie; in un mese a  New York non ho mai sbagliato linea e trovo in questo lo zampino di un fato che vuole dirmi qualcosa – su un marciapiede in cui, normalmente, potrebbero camminare per mano quattro amiche tutte in fila. Vedo arrivare verso di me questo signore, alto, ben vestito, la valigetta in una mano e la giacca appoggiata sul braccio. Sta guardando il cellulare. Non faccio in tempo a spostarmi che sento un “tac” e subito un dolore fortissimo alla mano. La guardo e vedo già pelle annerirsi e arrossarsi laddove i capillari si sono rotti.

Allibita, mi fermo e mi giro. Anche il signore si gira, mi guarda, e senza dire niente, continua per la sua strada.

Ecco come si presenatava la mia mano questa mattina

Ecco, io penso che al mondo ci siano tre tipi di persone. Quelli che quando ti urtano dicono: “ma stai attenta?!“, quelli che dicono “Mi scusi” e quelli che non dicono niente e vanno avanti come se nulla fosse successo

In una delle mie serie tv preferite, alla protagonista Alicia accade qualcosa di simile e il fatto viene utilizzato dal suo avversario, l’acuto Louis Canning, per darle una lezione di vita. Secondo Louis nel mondo ci sono due tipi di persone. Quelli che quando ti urtano dicono “Watch Out!” e quelli che rispondo “Sorry”. Secondo lui Alicia, sempre pronta ad aiutare gli altri e a prendersi le sue responsabilità tanto che gli elettori del marito la soprannominano Saint Alicia, è del secondo tipo; e lui, l’acuto avvocato con pochi scrupoli, è del primo tipo. E il fatto che lui vincerà in tribunale contro Saint Alicia è frutto della sua attitudine vincente rappresentata da quel “Watch out”.

Secondo Canning, chi dice “Watch Out!” è chi ha l’attitudine giusta per farcela. Chi invece dice “Sorry” ha l’attitudine del perdente, che continuerà a perdere

Apparentemente Louis Canning ha ragione. Ci hanno insegnato che attaccare per primi aumenta la possibilità di vincere. E che chi si ferma è perduto. Corriamo, corriamo di continuo, corriamo verso una meta sempre diversa e chiunque si pari davanti nel nostro cammino è l’avversario da sbaragliare. Nel vero senso della parola. Sbaragliare significa infatti colpire al fine di mandare tutto il resto all’aria, fuori dalla nostra traiettoria. Chi va lento, chi non segue la traiettoria che gli altri si aspettano, è solo un intralcio, e, poichè sente su di sè la sua diversità, continua a scusarsi: sorry. Io, neanche a dirlo, sono del secondo tipo. Non so esattamente perchè lo faccio, ma ancor prima che la situazione chiarisca colpe e responsabilità io ho già chiesto scusa.

Louis Canning e “Saint” Alicia Florrick

Dopo quanto mi è successo sta mattina, mi trovo ad aggiungere una tipologia. C’è una terza categoria di persone che riesce a farcela anche meglio di quelli che gridano “Watch Out” e sono coloro che non si fermano, che una volta che ti hanno urtato, non dicono niente e proseguono per la loro strada. Sono quelli che quando succede qualcosa, di brutto o bello, non gliene frega niente. Quelli che se anche crolla il mondo, io mi sposto un po’ più in là (sono un cuore vagab… ah no, non è così che va a finire). Sono quelli che alle elezioni non votano perchè tanto sono tutti uguali, quelli che la raccolta differenziata non la fanno perchè tanto poi mettono tutto insieme, quelli che se qualcuno ti insulta o ti aggredisce per strada se ne stanno zitti, salvo poi gridare giudizi dalla zona franca della propria tastiera.

C’è una canzone di Caparezza dedicata a queste persone. E fa più o meno così: “Premetto che sono l’uomo che premette, premetto che sono l’uomo che premette… il grilletto”

Credo che sia dovere di ognuno interrogarsi su che tipo di persona vogliamo essere e a quale tipologia vogliamo appartenenere. Quale di queste sia la più vincente poco importa. Fino a che non saremo noi a essere urtati da qualcuno di più forte.