sementis personal branding vera prada

Sementis: racconta la tua storia

Sementis è il percorso gratuito di 8 giorni alla scoperta dello spunto di meraviglia della tua storia

Quando guardiamo qualcosa per la prima volta, tendiamo a immaginarne la storia. Se ci pensi, accade lo stesso quando qualcun@ entra in contatto con te e con il tuo brand: che storia gli stai raccontando? E che storia, quali caratteristiche, quali valori, ti attribuirà?

Si chiama branding e per aiutarti a rispondere a questa domanda, e iniziare a raccontare la tua storia, io e Chiara Serluca, Graphic Designer che disegna luminose identità visive, abbiamo unito le forze.

Ti presento Sementis il percorso gratuito di 8 giorni alla scoperta dello spunto di meraviglia della tua storia

Che cosa farai grazie a Sementis?
🌱 Imparerai a conoscerti meglio
🌱 Riporterai alla luce la tua essenza più vera
🌱 Troverai il tuo spunto di meraviglia
🌱 Arricchirai il tuo piano editoriale
🌱 Creerai un nuovo e luminoso storytelling
🌱 Farai rete con le altre partecipanti
🌱 Ti divertirai!

Iscriviti qui. Non semineremo email, ma tips quotidiane su Telegram.

Ti aspettiamo!

sindrome impostore workshop lavoro team

Sindrome dell’impostore sul lavoro?

Ti presento BLOOM, un workshop di un’ora dedicato a gruppi di lavoro che vogliono liberarsi della sindrome dell’impostore

Un anno fa l’altro ieri iniziava la mia danza con la sindrome dell’impostore e il lungo lavoro di fioritura che ha interessato la mia e la voce di quasi cento persone.

Una parte importante dei percorsi che ho proposto, e che continuo a proporre, riguarda il momento della condivisione della propria storia con l’impostore. Un momento che all’inizio spaventa chi di rado si apre con persone sconosciute, ma che poi anche le persone più timide riescono ad affrontare, grazie al clima di fiducia che si crea nel gruppo (anche per questo, ogni workshop non è mai registrato).

Ho ascoltato le vostre storie e ho imparato che uno degli ambiti in cui la sindrome dell’impostore più si presenta, e blocca, è quello del posto di lavoro.

Ho studiato, mi sono documentata e alla fine dell’anno ho costruito un workshop che affronta proprio la sindrome dell’impostore negli ambienti e nei gruppi di lavoro. L’ho testato con tre gruppi, un team aziendale, un gruppo di professionisti e professioniste e un gruppo di volontari di un’associazione. Ho lavorato sui feedback negativi, migliorandolo laddove era necessario, e ho festeggiato laddove i feedback positivi hanno messo in luce che quello che ho preparato funziona e, soprattutto, è utile alle persone.

Come funziona questo percorso

Si chiama Bloom e ha l’obiettivo di capire cos’è la sindrome dell’impostore, che parole usa quando ci parla all’orecchio e ci dice che non siamo abbastanza – competenti, con esperienza, preparate ecc. – e come fare per metterla a tacere e iniziare a far fiorire la nostra voce.

Quanto dura e a chi è rivolto

Bloom dura un’ora ed è rivolto a team e a gruppi che lavorano insieme nella stessa azienda, associazione o organizzazione. Utilizzo elementi di sociologia, narrazione ed educazione non formale (sono sociologa e capo scout, non potrei fare diversamente).

Perchè è importante lavorare sulla sindrome dell’impostore in un gruppo di lavoro?

La sindrome dell’impostore è il nemico più silenzioso del successo di un’organizzazione. Perché uno dei modi in cui si manifesta è quello di non far partecipare le persone davvero. Dando retta a quella vocina che dice loro che non sono abbastanza, molte persone preferiscono fare un passo indietro, non condividere la propria idea e non partecipare a quella o quell’altra iniziativa. Senza accorgersi, nessuno di voi, che, dando retta all’impostore, si sta privando il mondo di un contributo meraviglioso.

Ha un costo?

Sì, perché è il frutto di più di un anno di lavoro, ma non ha un costo fisso, perchè è costruito con e per voi, sul vostro gruppo di lavoro, sul vostro contesto e sugli obiettivi che volete raggiungere.

(Spore, il percorso che porto avanti una volta al mese in collaborazione con Lean In Milano, continua invece a essere gratuito e aperto a tutt*)

Vuoi portarlo nella tua azienda, associazione o organizzazione?

Di Bloom ho stutturato il metodo e l’obiettivo. Il resto, mi piace concordarlo insieme a voi: raccontami chi siete, scrivimi una mail a veraprdonpress@gmail.com

vite storie di vino e di donne

Oggi sono felice: nasce Vite Storie di Vino e di Donne

Vite nasce dalla mia passione per il vino e dal mio impegno per l’empowerment di tutte le donne

L’idea ha iniziato a prendere forma solo tre settimane fa. Ma la sua genesi risale a molto prima. Avevo iniziato a innamorarmi delle storie delle donne del vino durante il mio lavoro di ricerca per l‘articolo scritto per D.Repubblica. Di quelle storie mi colpirono l’energia, il coraggio, la competenza, la resilienza di queste donne, artigiane dell’uva, che portano avanti ogni giorno una piccola rivoluzione in un mondo, quello della produzione vititivinicola italiana, ancora fortemente dominato dagli uomini.

Mi dissero anche che, se c’è qualcosa di più difficile di essere un produttore vititivinicolo italiano dopo il Covid, è essere una produttrice vitivinicola italiana dopo il Covid

Ho così passato tutta l’estate e tutto il mese di settembre a chiedermi: cosa posso fare io? Come posso far conoscere queste storie bellissime che tanto mi hanno dato, di queste donne la cui forza ha saputo ispirarmi per fare anche io il grande salto verso i miei sogni, a donne come me che hanno bisogno di questo coraggio? E, allo stesso tempo, come posso portare le donne come me a conoscere questi vini meravigliosi, prodotti italiani, artigianali, fatti con competenza, amore e vocazione?

Vite storie di vino e di donne è la risposta a queste domande

Ne ho parlato con la mia amica, e ora socia, Agnes e, neanche un mese dopo, eccolo qui: www.vitestoriedivinoedidonne.it. In sole tre settimane siamo state capaci di coinvolgere le produttrici vitivinicole tra coloro le cui storie più mi avevano colpita durante l’estate; creare un brand, un logo, un sito, da zero, senza mai averlo fatto prima; preparare un business plan, con fasi, pricing e tutto ciò che serve per far partire un’attività come questa; soprattuto, siamo riuscite a dare vita a un sogno, il nostro, e a contribuire a quello di tante altre donne.

Oggi sono felice perchè, nonostante il brutto periodo, oggi festeggiamo qualcosa di bello. Crediamo in noi donne, nei nostri progetti, nei nostri sogni. Crediamo che intrecciare connessioni le une con le altre sia il modo migliore per raggiungerli. Siamo socie e amiche, amiamo il vino, soprattutto se abbinato alle chiacchiere e a un buon piatto di pasta. Per noi il vino rappresenta la storia di chi lo produce e il territorio da cui proviene.

Lasciati ispirare dalle storie delle artigiane dell’uva e degusta i loro vini lasciandoti guidare dalla loro voce (sì, dal sito si possono mandare gli ordini di acquisto!). Clicca qui per scoprire come: fai ancora in tempo a fare un regalo di Natale speciale a una donna che ti sta a cuore, e che ama il vino, e alla donna che lo ha prodotto.

spreadworking organizzazione lavoro vera prada

Abbiamo mai smesso di lavorare in spreadworking?

Con il Lockdown 2 La Vendetta, dalle prime zone rosse a quasi tutta Italia, torniamo a parlare di spreadworking, il lavoro da casa senza orari nè tutele

Apparentemente no. O, almeno, solo una minima parte di chi lavora da casa da marzo 2020 ha potuto migliorare la propria situazione di spreadworker. Tutti gli altri si dividono tra chi ormai ci ha fatto il callo e chi, invece, con l’arrivo dell’inverno e le giornate più corte, inizia a far fatica e dice: vorrei almeno riuscire a vedere il sole.

Ho inventato la parola spreadworking nel corso della quarantena della scorsa primavera. Mentre raccoglievo le storie di chi iniziava a lavorare da casa, ho sentito la necessità, come racconta Vera Gheno in Potere alle Parole, di inventare questa parola perchè quanto cercavo di descrivere non era, a mio parere, rappresentabile dalle parole a me conosciute. Al contrario di smartworking, che secondo molti diventerà la parola dell’anno 2020 poichè ha dominato la conversazione di tutto il mondo occidentale pur riguardando solo una percentuale minima di persone (ricordo che solo il 15% della forza lavoro italiana fa un lavoro che è possibile fare a distanza), spreadworking indica la modalità di erogazione della prestazione lavorativa di lavoro dipendente senza orari definiti, spazi adeguati e tutele previste dalla legge. È una condizione di lavoro vorace, che occupa tutto lo spazio e il tempo disponibili. E riguarda soprattutto chi si trova in fondo alla catena di responsabilità, di solito le persone più giovani o quelle che rispondono a manager impreparati.

Perchè torniamo a parlare di spreadworking

Due settimane fa la regione in cui vivo, la Lombardia, insieme a Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta ha iniziato il secondo lockdown. E, da oggi, anche altre regioni come Toscana ed Emilia Romagna, si avviano verso lo stesso destino. Sebbene sia una quarantena meno restrittiva, per cui chi era tornato a lavorare in ufficio, magari a turni, è possibile che stia mantendendo questa prassi, allo stesso tempo, c’è chi continua a lavorare ininterrottamente da casa dallo scorso marzo e chi è tornato a farlo in seguito alla chiusura di attività produttive come ristoranti, palestre, negozi ecc.

Ho così deciso di ricominciare a raccogliere storie. Di fare il punto insieme a chi mi ha donato la sua la scorsa volta, chiedendo loro principalmente tre cose: è cambiato qualcosa? come stai? e cosa posso fare per aiutarti?

Cosa fare se sei in spreadworking: due appuntamenti e un’opportunità

Domani, martedì 17 novembre, in pausa pranzo, sarò ospite di Chiara Battaglioni, Professional Organizer, in una diretta Instagram. Sarà l’occasione per riprendere il filo del discorso, raccontando la situazione attuale di chi si trova in spreadworking e provando a tracciare le prime soluzioni, risponderemo alle domande ricevute nelle ultime settimane. La diretta resterà disponibile qui.

Il secondo appuntamento, sempre con Chiara, sarà all’interno del suo Podcast Work Better: insieme cercheremo di dare indicazioni concrete a chi si trova in spreadworking e non riesce a immaginare un modo per staccarsi dal PC.

Ti riconosci in quanto descritto fin qui e vuoi tornare a rivedere il sole? Scrivimi.

spore contro sindrome impostore vera prada

Il 12 novembre inizia Spore

Spore è il naturale proseguo di BlossomINg, il percorso che ho creato per dare un taglio alla sindrome dell’impostore e far fiorire la nostra voce

Il 12 novembre inzia Spore, il naturale proseguo di BlossomINg. Il suo obiettivo? Imparare a usare la tua voce, naturalmente!
Spore si compone di sei incontri. E questa volta, con me ci saranno tre professioniste che ho selezionato per aiutarci a usare la nostra voce in quei modi e contesti di cui tanto abbiamo parlato durante BlossomINg, mentre imparavamo a dare un taglio a quella vocina che ci diceva che non siamo mai abbastanza. La partecipazione è gratuita e aperta a tutte e tutti: puoi invitare chi vuoi, è sufficiente ricordarvi di iscrivervi a ogni evento di volta in volta.

Perchè Spore

Spore è il naturale proseguo di BlossomINg ed è un percorso rivolto a giovani professionisti e professioniste per dare un taglio alla sindrome dell’impostore e far fiorire la propria voce. Si compone di un numero limitato di incontri, online e di persona, da considerarsi come un percorso unico; utilizza elementi di sociologia, leadership, educazione non formale e narrazione. Durante BlossomINg abbiamo capito che quella vocina che ci dice che non siamo abbastanza parla a tutti e tutte, senza eccezioni. E che per farla tacere, le altre persone sono importanti, come supporto nel percorso che fa crescere, invece, la nostra voce.

Non hai partecipato a BlossomINg e vorresti partecipare a Spore? Se vuoi, scrivimi per ricevere un piccolo riassunto. 


Il programma di Spore

12 novembre, ore 19:00 – Google Meet

Avvicinati. Perchè voglio usare la mia voce? Diamo un obiettivo alla nostra partecipazione a questo percorso.

10 dicembre, ore 19:00 – Zoom 

Insieme a Brandie Silva, Leadership Development Consultant

Specchio specchio delle mie brame. Identifichiamo i nostri veri limiti e i super poteri che ci consentono di  abbatterli.

21 gennaio, ore 19:00 – di persona

Insieme a Chiara Porro, Copywriter & Scriptwriter

Workshop: Come posso raggiungere i miei obiettivi? Impariamo a essere sicure di noi stesse, a partire da come ci presentiamo in video

18 febbraio, ore 19:00 – Google Meet

Workshop: Come posso raggiungere i miei obiettivi? Impariamo a interagire con gli altri per portare a buon fine le nostre negoziazioni

18 marzo, ore 19: 00 – di persona

Insieme a Elisa Bernazzani, Chinesiologoa, Fitness & Postural Trainer

Workshop: Come posso raggiungere i miei obiettivi? Impariamo a fare pace con il nostro corpo e a vederlo come strumento affidabile e sincero

29 aprile, ore 19:00 – di persona

Festeggiamo: celebriamo i nostri successi, insieme. Cin Cin!

Come vedi, sono positiva e ho previsto metà degli incontri di persona: vediamo come va con il Covid.

Come partecipare?

Per ricevere gli inviti agli incontri, iscriviti qui.

Senti che la sindrome dell’impostore non frena solo te, ma anche il tuo team: ti presento Bloom, il workshop di un’ora dedicato ai gruppi di lavoro