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Il magico potere del follow up

Cosa fare quando l’azienda per cui hai mandato la candidatura fa ghosting peggio della persona che ti piace

Oggi mentre ero su Instagram a leggere come le persone avessero deciso di trascorrere l’ultimo giorno prima del lockdown, sono incappata in questa immagine. A mio parere, descrive perfettamente come si è sentit@ chi, negli ultimi otto mesi, ha cercato di cambiare lavoro.

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Meme dal profilo di @Will_ita

Cercare o cambiare lavoro oggi è insieme una necessità e una maledizione

Secondo un’analisi di Tortuga, condotta sulla base di dati Istat, dopo la prima ondata della pandemia, il mercato del lavoro italiano ha perso 656.000 posti di lavoro e il numero totale di occupati è calato del 3,84%. A esser messi peggio sono, che novità, gli under 35, i cui settori di occupazione, in particolare cultura, sport e ristorazione, sono i più colpiti dalle limitazioni governative. Infatti, il 41,3% dei lavoratori di questi comparti ha meno di 35 anni. Di questi, meno della metà può contare su un contratto a tempo indeterminato e il 57,9% di loro percepisce un reddito netto mensile inferiore ai 1000€. Se sei una donna, poi, è anche peggio.

Non deve quindi sorprenderci che il nostro mercato del lavoro negli ultimi mesi assomigli a un campo di battaglia. Grazie alla ripartenza di maggio, in cui anche i settori produttivi più colpiti sono riusciti a riprendere fiato, migliaia di donne e di giovani si stanno facendo strada a colpi di CV e cover letter. La competizione in questo momento è altissima e, come racconta anche Euronews, trovare o cambiare lavoro oggi è insieme una necessità e una maledizione.

Le difficoltà che devi affrontare se cerchi di trovare o cambiare lavoro

Oltre alla competizione, che rende piccino il più figo di tutti gli Erasmus, ci sono anche le aziende che sembrano volerci mettere del loro. Eccitate come Dissennatori a una partita di Quidditch, non vedono l’ora di vedere chi sarà il primo a cadere e allora costruiscono offerte di lavoro ridicole, dove una persona dovrebbe avere duecento teste per poter davvero lavorare bene; processi di assunzione complessi più della tecnica per truccare uguali tutti e due gli occhi; e proposte economiche e contrattuali che potrebbero tranquillamente trovare un posto magnifico su per il loro c…

Penso che la pratica più diffusa, e più odiosa, già in uso ben prima della pandemia, sia quella per cui un’azienda con cui si è instaurata una relazione di qualsiasi tipo, finisca per non dare più notizie di sè o del processo di selezione. Un po’ come quando senti un ragazzo o una ragazza per un po’ e poi, inspiegabilmete, quello o quella scompare. Per settimane. Per mesi. Per sempre.

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Cosa fare se l’azienda per cui vorresti lavorare fa ghosting

Il mio consiglio è di considerare tre strade. La prima è quella di aspettare. Magari tra un paio di settimane riceverai una telefonata in cui ti chiameranno per la proposta economica e tu ti dirai che ti stavi solo fasciando la testa inutilmente. Oppure, tra tre mesi ti arriverà una mail standard in cui ti ringraziano per il tempo che gli hai dedicato, ti dicono che le tue competenze sono veramente quello che gli pareva che potesse fare al caso loro, ma, dato l’altissimo numero di candidature ricevute, purtroppo, per questa volta, sono costretti a scegliere un’altra persona. Però, per fortuna, sono a disposizione e non vedono l’ora che si aprano nuove prospettive per il futuro. A questo punto, puoi cestinare l’email oppure fare un ultimo tentativo inviando una risposta in cui ringrazi e chiedi feedback. Probabilmente, non ti risponderanno mai e si torna punto a capo.

La seconda via che puoi scegliere di percorrere è quella del fregartene altamente. Se non sai cos’è la sindrome dell’impostore, probabilmente questa per te è la via più facile: siete spariti? Peggio per voi, io cerco altro.

La terza via è quella che io chiamo: il magico potere di fare follow up. Sì, perchè potrebbe darsi, che uno degli effetti collaterali della guerra di CV che si sta scatenando, è che dietro al tuo processo di selezione ci sia un HR sull’orlo di un esaurimento nervoso. E, magari, sta seguendo più processi contemporaneamente e, mentre tu cerchi di stare dietro a tutte le candidature che hai mandato e a tutti i colloqui che hai fissato, lei, o lui, non abbia avuto modo di cancellare il tuo nome dalla sua lista di cose da fare. Che fare allora?

Il magico potere del follow up

Un ottimo modo per farsi rispondere da una persona che non ci sta rispondendo da un po’ è fare follow up. Prendi l’ultima email che vi siete scambiati, cambi l’oggetto scrivendo in grande “FOLLOW UP”, senza le virgolette, ovviamente, inserisci un breve testo di introduzione in cui in teoria chiedi se per caso hanno visto la tua email o hanno avuto modo di valutare la tua proposta, ma in realtà stai dicendo: vi muovete a rispondere? Lasciando la tua email al di sotto, prendi due piccioni con una fava: leggono la tua prima email e possono darti risposta con un solo clic.

Cambiare l’oggetto è la vera scaltrata. È verosimile, infatti, che la persona che riceve la vostra email, e non vi ha risposto negli ultimi ventiquattro giorni, non ha idea di chi siate. Leggendo un oggetto così criptico, ma dal significato inequivocabile, verosimilmente leggerà subito la vostra comunicazione.

E se non mi risponde più?

Sai cosa si dice dei ragazzi o delle ragazze così? Ecco. Torna alla seconda via e lascia perdere: trovati un’azienda che ti merita.

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