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Sicilia, amore e arancine

Mi ero ripromessa di scrivere del mio viaggio in Sicilia prima di andare in Francia e prima che l’abbronzatura venisse via del tutto (presente quando vi abbronzate in fretta e poi desquamandovi ritornate chiari come a novembre nel giro di una settimana?). Ed eccomi qua.

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Ispirazione nei vicoletti di Palermo verso la Chiesa dello Spasimo

Anche se viaggiare mi piace al punto che stare a casa per più di tre mesi fila mi fa fatica, questo non è un blog di viaggio: organizzo tutto talmente maniacalmente che vi farei paura e non mi leggereste più. Dunque, non vi spaventerò nè con la foto della mia guida piena di post it (scherzo, ci tengo a farvela vedere e la foto è in fondo al post) nè con una noiosissima roadmap di viaggio.

Cercherò di parlarvi della Sicilia attraverso le cose che mi piacciono e a cui non rinuncio mai quando ci vado, ovvero: il mare, il cibo e l’arte. In 10 giorni abbiamo fatto il pieno di tutto quello che c’era da mangiare, da bere, da vedere e da immergersi tra Palermo e San Vito lo Capo e da Scopello ad Agrigento, passando per Menfi e Sciacca. Prima che ve lo chiediate: yes, aereo + macchina a noleggio = figata per la rapidità, ma bello sbatti economico. Per fortuna, le skills del giocare al ribasso con il prezzo apprese nella Medina di Tangeri l’anno scorso ci hanno permesso di pagare l’auto la metà di quanto inizialmente offertoci dall’agenzia. Come direbbero a Pavia: “topperia”.

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Sciacca

Un viaggio in Sicilia per me significa fare il pieno di mare, gelato, cassatelle e arte

Da quando i nostri viaggi insieme hanno iniziato a contemplare anche il mare, io e Boris ci divertiamo a fare la classifica delle spiagge più belle che abbiamo visto e in cui abbiamo fatto il bagno. Ecco quella di quest’anno con quelle che si sono meritate il podio. A prima vista avrebbe potuto esserci anche quella del Bue Marino a San Vito Lo Capo, ma il mare mosso ci ha impedito di entrare nella grotta, per cui, non lo sapremo mai:

1. Cala della Disa, Riserva Naturale dello Zingaro

All’unanimità la spiaggia più bella del nostro viaggio. A metà tra i due ingressi della riserva (noi siamo entrati da quello di Scopello, dove si parcheggia gratis se arrivate prima delle 8:00 e dove un simpaticissimo omino ci ha raccontato TUTTO QUANTO sulla sua storia e su quello che avremmo trovato di lì a pochi passi) si raggiunge con una scalinata di legno incastrata nella roccia. La spiaggia è di ciottolini bianchi, ma le grandi rocce che la circondano sono adatte per i tuffi, per prendere il sole e per farsi ombra nelle ore più calde della giornata. Due simpatici signori affittano camere nella casetta poco distante e vendono frutta fresca tutto il giorno. Il mare è vivissimo, abbiamo visto seppie, polipi e pesci rossi come Nemo, e sembra che la montagna si getti nel mare.

2. Spiaggia di Calamazzo di Sciacca.

Ci siamo andati per farci passare la delusione: avevamo previsto di andare a fare il bagno tra i faraglioni di fronte alla Tonnara di Scopello (ero persino riuscita a convincere Boris che non era necessario saper nuotare per fare il bagno lì – sciocco, mi ha creduto, se non sapete nuotare bene non ve lo consiglio perchè l’acqua è profonda parecchio e la riva non troppo vicina), ma la Tonnara è sotto sequestro e quindi no barca, no party. Presimale decidiamo di seguire il consiglio di un’altra turista delusa e non ce ne siamo pentiti. Non mi perdo in chiacchiere e vi lascio la foto di quel paradiso qui sotto.

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Senza parole? Pure io

3. La spiaggia dietro la scala dei Turchi 

Bene avete presente la scogliera bianca, l’orda di gente che ci si arrampica per fare i selfie per poi buttarsi, tutti insieme appassionatamente, in acqua? Bene, toglietevi le scarpe che se no scivolate, schivate i selfie stick e andate dall’altra parte. La spiaggia kilometrica dalla sabbia dorata che troverete è la nostra numero 3. Non c’è ombra neanche a pagarla e la roccia bianca riflette la luce che vi abbronzerete persino tra le dita dei piedi.

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La scala dei Turchi. La spiaggia è proprio oltre

Se avete visto le mie storie su Instagram non potete non sapere che abbiamo mangiato continuamente

Siamo andati in vacanza in Sicilia perchè una delle sorelle di Boris si è sposata. Volevate mica che ci facessimo trovare impreparati? Siamo entrati in preparazione atletica appena messo piede sull’isola e all’1 del mattino ci siamo messi alla ricerca di un’arancina. Non l’abbiamo trovata e abbiamo rimediato con un gelato. E con il gelato, lasciatevelo dire da una che se ne intende, state sempre a posto.

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Pistacchio e mandorla

IL GELATO PIÙ BUONO L’ABBIAMO MANGIATO a Palermo, alla gelateria Da Cassero. Provate anche la granita, strabuona

L’ARANCINA PIÙ BUONA L’ABBIAMO MANGIATA a Palermo al Bar Touring

IL CANNOLO PIÙ BUONO L’ABBIAMO MANGIATO a Palermo al Bar Ruvolo

IL VINO PIÙ BUONO L’ABBIAMO BEVUTO a Menfi durante la nostra visita alle Cantine Barbera

LA CASSATELLA PIÙ BUONA È QUELLA AL FORNO E NOI L’ABBIAMO MANGIATA al mercato di Ballarò, così buona che mi sono commossa

LA SARDA ALLA BECCAFICO PIÙ BUONA L’ABBIAMO MANGIATA a Porto Empedocle al ristorante Il Timone (25 euro menù completo, consigliatissimo!)

IL PANINO CUNZATO PIÙ BUONO L’ABBIAMO MANGIATO a Scopello da un panettiere che alimenta ancora il fuoco a legna, dopo la piazza principale sulla destra

IL PANINO CA MEUZA – MARITATA – PIÙ BUONO L’ABBIAMO MANGIATO a Palermo da Franco U Vastiddaru

LA TORTA SETTE VELI PIÙ BUONA L’ABBIAMO MANGIATA a Palermo alla pasticceria Capello

IL LATTE DI MANDORLE PIÙ BUONO L’ABBIAMO BEVUTO a Catania.. in aeroporto!

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Al mercato di Ballarò

Scusa Vera, ma avete solo mangiato?

No.. siamo anche andati a visitare Palermo, Sciacca, la Valle dei Templi e il Farm Cultural Park di Favara . Quest’ultimo, in particolare, è da vedere. È un centro culturale indipendente nato qualche anno fa in uno dei luoghi dove la presenza della mafia è persistente. Oggi ospita artisti, spazi co working ed esibizioni, il tutto con un livello di hypsteria abbastanza alto: ma il posto era così figo e Rosario, la nostra guida, così preparato e simpatico, che persino Boris gli ha perdonato la doccia finta a vista sul tetto con le sedie colorate.

Giusto due parole su Palermo e la Valle dei Templi: Palermo è bellissima e va vista tra un cibo e l’altro. Magari non in un giorno e mezzo come abbiamo fatto noi se no il vostro fegato dice “addios” (cit.), ma sicuramente è una città da assaporare. E la Valle dei Templi vedetela di notte con i templi illuminati, i grilli e le stelle. Non fidatevi delle informazioni sul sito: è aperta fino alle 23:00 durante la settimana e fino alle 24:00 solo nel weekend. Se avete tempo visitate anche il giardino della Kolymbethra e avrete delle foto stupende sulla Valle dei Templi e sul golfo di Agrigento.

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Hypsteria portami via al Farm Cultural Park

E per il resto: tenda, Airbnb, fornellino da campeggio e panini maionese, tonno, pomodori e cipolla

Questa combo per noi è l’ideale. L’abbiamo sperimentata l’anno scorso in Andalusia e abbiamo visto che funziona davvero perchè ci permette di spendere poco e di gestire i tempi come vogliamo. In città scegliamo Airbnb perchè di solito i campeggi sono fuori dal centro e perchè ci piace farci consigliare cose da vedere e posti dove mangiare dai proprietari (e poi ogni tanto dormire in un letto fa anche piacere).

IL NOSTRO CAMPEGGIO PREFERITO è stato l’Agricampeggio Scopello, ombra, stelle, panorama sul golfo di Castellammare, montagne alle spalle, barbeque gratuiti e soprattutto spaccio alimentare dei contadini a 5 minuti.

IL NOSTRO AIRBNB PREFERITO è stato quello di Angela a Palermo. È stata lei a darci tutti i consigli su dove mangiare e cosa andare a vedere.

IL NOSTRO PANINO PREFERITO è quello che ci siamo fatti praticamente tutti i giorni e che proviene direttamente dalla nostra esperienza scout. Prendi del tonno in scatola e lo mischi con la maionese, poi ci aggiungi fette di cipolla cruda tagliate finissime e fette di pomodoro. Et voila, lo piazzi nel panino ed è un perfetto pranzo da spiaggia anche per chi, come noi, viaggia senza frigo perchè non si possono (ancora) imbarcare gli elettrodomestici in aereo.

E adesso come promesso: ta taan la foto della mia guida! Inseparabile compagna dei miei viaggi.

Post it fucsia per le città, verde per le spiagge, giallo per le cose strane, arancione per dove mangiare e trovare cose carine

come organizzare evento

Organizzare un evento con 0 sbatti e 7 amici

Organizzare qualcosa ha sempre una componente eroica da non sottovalutare. Tante sono le fatiche e i problemi da affrontare, dal tempo che non basta mai ai problemi che ti si presentano con una testa e prima che tu te ne accorga sono diventate delle Idre. Che sia un compleanno, un matrimonio, una festa o partire per le vacanze, c’è sempre qualcosa che va storto prima che tutto vada per il meglio.

Con BORA organizziamo una media di 4 eventi all’anno dal 2015 e, ormai, possiamo dire di aver imparato come gestire, non evitare 😉 , le infinite fatiche che si presentano quando si organizza un evento. Il motivo per cui continuiamo ad affrontarle, e chi ha un’associazione come la nostra lo sa bene, è che quando, nel casino della festa, ti guardi intorno e incontri i sorrisi dei partecipanti, ti dai una pacca sulla spalla da solo e pensi: cheffighichesiamo.

Come organizzare un evento con la tua associazione, con i tuoi amici o per te stesso*: dall’idea a “cheffighichesiamo”

È vero. Organizzare un evento, una festa, un compleanno, è sbatti. Soprattutto se siete in pochi e se non l’avete mai fatto prima. Organizzando eventi come BORA abbiamo trovato utile negli anni trovare ciò che funziona meglio per ciascuno di noi e ripeterlo come se fosse un modello per ogni evento che organizziamo. Per raccontarti come facciamo nel dettaglio sono andata a riguardare gli appunti presi durante le riunioni che hanno accompagnato BORA nella realizzazione del Fuori Corea di quest’anno, che sarà domenica prossima a Vizzolo.

Abbiamo detto, trovare ciò che funziona meglio per ciascuno e ripeterlo come se fosse un modello.

  1. Senza Luca, non si va da nessuna parte: la prima cosa da fare quando si organizza un evento è capire a chi interessa e poi capire cosa piace a questo qualcuno per avere più possibilità che partecipi. Luca è stato l’anima creativa del Fuori Corea. Sua è stata l’idea, suo l’entusiasmo che ci ha spinti ad andare avanti, suo il compito di parlarci dei writer e della gente dell’hip hop italiano, di cosa cercano, cosa vogliono, cosa si aspettano di leggere e di vedere su una locandina condivisa su Instagram.

IN ALTRE PAROLE: quando organizzate un evento scegliete un audience specifico che dovrete conoscere il più possibile

2. Assicuratevi di avere una Vera: il mio compito quando organizziamo un evento è quello di tenere il ritmo. Non è affatto un compito facile e io cerco di fare del meglio senza fare troppi danni. A settembre ci troviamo, di solito a cena, e definiamo il calendario di tutto l’anno. Io sono quella che tre mesi prima di ogni evento chiama a raccolta i membri di BORA e che di volta in volta tiene segnate le cose da fare (vi ricordate che non vivo senza liste sì?). Il fatto che io mi occupi anche della comunicazione mi aiuta molto in questo: riesco sempre ad avere una visione d’insieme su quello che stiamo facendo. In altre parole, sono quella che rompe le scatole finchè le cose non vengono fatte. Per tempo e per bene.

IN ALTRE PAROLE: quando organizzate un evento fate una lista di tutte le cose da fare – scelta del tipo di evento, scelta della data, scelta dell’audience, scelta del nome, scelta degli eventuali co-organizzatori e sponsor, realizzazione o reperimento del materiale necessario, realizzazione del piano di comunicazione, pubblicazione dei materiali di comunicazione, inviti, montaggio dell’eventuale materiale, presenza fisica all’evento – costruite un calendario che non sgarrerete e date a ciascun membro della vostra associazione compiti precisi da realizzare in un tempo specifico. E alla fine non dimenticate mai di verificare quanto avete fatto per non ripetere gli stessi errori e replicare invece ciò che è andato bene

3.  Attivare Boris in caso di emergenza: Boris è il Presidente di BORA ed è il nostro uomo sul campo. Il suo compito è quello di tenere le relazioni istituzionali e di fare rete con le altre associazioni. Ma, a richiesta, dipinge muri, sistema quadri elettrici e trova sponsor fantastici.

IN ALTRE PAROLE: quando organizzi un evento è importante avere bene in mente quali sono le tue risorse (budget) e quali sono quelle risorse che invece non hai e che devi cercare all’esterno. Possono essere risorse economiche, e allora dovrai cercare degli sponsor, oppure organizzative, e allora potrai metterti in rete come facciamo sempre da un anno a questa parte noi di BORA, oppure formative, per cui vorrai imparare da qualcun altro come fare determinate cose.

4. Ilaria vede e provvede: presi dall’entusiasmo, spesso ci dimentichiamo della realtà delle cose. Il compito di Ilaria è quello di riportarci con i piedi per terra. E quando c’è qualcosa di concreto da fare, lei si attiva per farlo per tempo.

IN ALTRE PAROLE: la realizzazione di un evento è il momento più critico. Il tempo sembra sempre stringere e le energie sembrano sempre troppo poche. È utile avvalersi di strumenti che permettono di risparmiare tempo, migliorare la comunicazione e non perdere il filo del discorso. Noi non potremmo vivere senza Ilaria, Google Drive,  Doodle e WhatsApp, ma conosciamo associazioni che usano  Trello o che fanno due riunioni alla settimana. Anche qui, trova la soluzione migliore per te.

5. Eloise che lo dice a tutti: sono sicura che anche tu hai saputo da lei che domenica prossima c’è il Fuori Corea 😉

IN ALTRE PAROLE: comunicare il tuo evento  nei metodi tradizionali – Facebook, Instagram, locandine, articoli sulla stampa di settore e locale – di questi tempi non basta. Noi abbiamo imparato che le persone vanno invitate personalmente e più si parla di un evento, più che probabilità che le persone scelgano di partecipare. Se fai un attimo una prova su te stesso. probabilmente verificherai che dei mille eventi a cui metti “partecipo” su Facebook alla fine finisci per partecipare a quello a cui i tuoi amici ti hanno invitato o a quello che ti serve davvero per la tua vita o la tua professione.

6. Alice, energia e aria fresca: new entry nel BORA , ci ha ricordato che l’entusiasmo è il motore di tutte le cose.

IN ALTRE PAROLE: ogni eventi che organizzi, lo organizzi anche per te. E se fai una cosa solo per gli altri e a cui tu per primo non parteciperesti mai, nessuno lo farà.  Non fare l’errore di sottovalutare il potere contagioso che il tuo entusiasmo nel fare le cose può suscitare negli altri. Tu sei il primo promotore del tuo evento.

7. Riccardo, il membro silente: da lontano, fa il tifo per noi.

IN ALTRE PAROLE:  a nessuno piace fermarsi a una festa se i presenti sono pochi. Assicurati che un gruppo di persone fidate parteciperà sicuramente a un orario stabilito.

Io inizio subito a razzolare bene: vi aspetto domenica prossima al Fuori Corea a Vizzolo 😀

* ho deciso di non parlare di come si organizza un evento a livello professionale: se anche i passi da fare e anche le problematiche da tenere presenti potrebbero essere gli stessi  in molti casi, il fatto che tu sia da solo o sia inserito in un team che ha già compiti predefiniti che sono le vostre professioni, il fatto che tu percepisca uno stipendio o che tu stia organizzando un evento per conto del tuo capo o dell’azienda per cui lavori, pongono dei limiti che non possono essere ignorati. E poi, parlo solo di cose che conosco e non sono un’organizzatrice di eventi professionista, l’ho fatto, ma non sono un’esperta 😉 Per quello, puoi sicuramente cercare sull’internet che è pieno di contenuti specifici come quello che trovi a questo link. Enjoy!